Società Dantesca Italiana
Consultazione opere
traduzione a cura della SDI

    Liber   Capitulum   confronta con ed. Ricci
  
  
  
Monarchia - tr. Ronconi - Liber I - Capitulum i

1A tutti gli uomini, che una forza soprannaturale ha improntato all’amore della verità, questo spetta sopra ogni cosa: come essi si sono arricchiti dall’opera degli antichi, così a loro volta proiettare l’opera propria verso la posterità, tanto che questa trovi in essi di che arricchirsi.
2Stia certo di essere lontano dalla propria missione chi, formatosi agli insegnamenti ricevuti dalla società, non si cura di portare qualche contributo al bene della comunità: l’uomo non è pianta che, cresciuta lungo un corso d’acqua, fruttifica alla sua stagione, ma piuttosto voragine di morte che sempre inghiotte, non riversa mai fuori.
3A questo dunque ho pensato più volte fra me, e, per non essere accusato un giorno della colpa di chi sotterra il talento ricevuto, desidero non soltanto mostrare turgide gemme, ma dare frutti al bene comune e rivelare verità inesplorate agli altri.
4Che pro se uno si rimettesse a dimostrare un teorema di Euclide, o cercasse di additare di nuovo la felicità additata da Aristotele o tornasse a prendere le difese della vecchiaia già prese da Cicerone? Nessuno certo; sazietà piuttosto recherebbe una simile tediosa ridondanza.
5Ora, tra molte verità inesplorate e pure giovevoli, il più utile e insieme il meno afferrabile è il concetto di Monarchia temporale, che tutti lasciano da parte perché non ha un fine immediato di lucro: questo concetto è mio proposito di svolgere dal suo mistero, sia per essere utile all’umanità con le mie elucubrazioni, sia per essere il primo a cogliere per mia gloria la palma di tanto cimento.
6Certamente mi assumo un compito arduo al di là delle mie forze, confidando non tanto nelle mie possibilità quanto nella luce di quella Provvidenza che a tutti dispensa largamente doni senza mortificare.